10/08/2008

noi ragazzi dello zoo di Berlino 2?

Il dramma di Christiane F. Ancora droga, le tolgono il figlio

Una scena del film "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino"

BERLINO - E' ripiombata nell'inferno della droga Christiane F., al secolo Christiane Vera Felscherinow, autrice del romanzo "Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino", che descriveva in maniera autobiografica il dramma di una ragazzina di 13 anni catapultata nel buio della tossicodipendenza e della prostituzione. Dal libro venne tratto anche un film. Il tabloid berlinese B. Z. ha riferito ieri che le autorità municipali di Potsdam-Mittelmark hanno tolto a Christiane, 46enne, la custodia del figlio di 11 anni: la causa è proprio la ricaduta della madre nella dipendenza dall'eroina.
Il giornale mette la storia in prima pagina, con una grande foto della protagonista e il titolo "Un altro crollo. Via il bambino".

L'articolo spiega che Christiane è tornata nell'abisso a partire dal febbraio scorso, quando insieme al figlio e al suo compagno tentò di emigrare in Olanda. Non appena l'Ufficio comunale per l'Infanzia venne a conoscenza del proposito, incaricò la polizia di prelevare dall'abitazione della donna il bambino, per assegnarlo in custodia a un istituto. La madre riuscì tuttavia a riprenderselo pochi giorni dopo e a recarsi ad Amsterdam, dove tornò a fare uso di alcool ed eroina.
Rimasta senza risorse, Christiane in giugno è tornata in Germania e, sul treno che la conduceva a Berlino, si è presentata spontaneamente alle forze dell'ordine, chiedendo di potersi riprendere cura del figlio. BZ scrive che negli ultimi tempi la donna frequentava gli ambienti dei tossicodipendenti presso la 'Kottbusser Tor', nella zona di Kreuzberg.

Un portavoce delle autorità comunali ha confermato che al momento attuale "è escluso" che il bambino possa tornare a vivere insieme alla madre, mentre anche la nonna del minore si è detta "sconvolta" per il ritorno di Christiane alla droga, aggiungendo di non saper più che cosa fare per aiutarla. "Deve tornare a essere padrona della sua vita", ha detto. "Questa è l'unica possibilità che ha di riavere suo figlio".
Da quando scrisse il suo famoso romanzo, diventato un best-seller in Germania e in altri Paesi europei, Christiane F. è a lungo riuscita a vivere dei proventi dei diritti d'autore, dopo essersi sottoposta a una terapia di disintossicazione a base di metadone.
La sua prima esperienza con la droga risale a quando aveva 13 anni; a 14 cominciò a prostituirsi intorno alla 'Bahnhof Zoo', la stazione berlinese vicina al giardino zoologico che ispirò il titolo del libro, per riuscire a procurarsi il denaro necessario per acquistare la droga. Nel volume descrisse poi le umiliazioni personali e quelle dei ragazzi che come lei erano tossicodipendenti.


(10 agosto 2008)  La Repubblica

13:05 Scritto da: albaetia in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

25/05/2008

Ciclone Chuck Norris: Rete e libri La nuova vita del duro di Hollywood

ROMA - Sarà che quei calci rotanti assomigliano troppo a quelli dei cartoni animati. Sarà che quello sguardo da duro più che spaventare fa sorridere. Sarà che a uno che per tutta la vita ha interpretato la parte del superuomo, tocca come contrappasso quello di essere rappresentato come una macchietta. Fenomeno Chuck Norris, ovvero l'impennata di popolarità del muscolare attore americano specializzato in arti marziali. Iniziata su Internet e proseguita sulla carta stampata.

In Italia il suo telefilm, che lo vede vestire i panni del ranger texano Walker è stato spostato da Rete 4 a Italia Uno e fa registrare ascolti sempre più alti. E l'ondata di interesse ha dato vita a un vero e proprio fenomeno: "I fatti di Chuck Norris", ovvero battute, motti, freddure dedicati all'attore. Tutto nasce negli Usa qualche anno fa. Norris pubblica un libro in cui racconta gli straordinari risultati fisico-mentali che ottiene con la meditazione. Solo che si lascia prendere la mano ed esagera. Implacabile scatta lo sfottò. "Chuck Norris quando mangia le banane flambé comincia dal fuoco". "Chuck Norris usa il viagra... come calmante". La Rete moltiplica e rilancia quella che in poco tempo diventa una moda. Che approda anche in Italia.

Dietro all'operazione ci sono due ragazzi, il padovano, Riccardo Bidoia in arte Mist e il veronese Massimo Fiorio, ovvero Dietnam. Sono loro a dare vita a "Roundhouse Kicks. Il primo blog italiano dedicato ai Chuck Norris facts". E' un successo. In due settimane passano da 0 a 10mila contatti giornalieri. La casella postale è inondata di mail. "Ci scrivono persone di tutti i generi - dice Bidoia - Dai quindicenni ai loro genitori. Il segreto? Mah, direi che il personaggio si presta. E' una specie di macchietta, molto trash". E con la Rete a fare da moltiplicatore, il gioco è fatto.

Una macchietta che stimola la fantasia di molti. Basta guardare ai numeri di www.welovechucknorris.it per capire le dimensioni del fenomeno. Quattro milioni di contatti, tremila facts pubblicati, migliaia di mail in attesa. Scambi di sms tra appassionati, foto. Una comunità virtuale che cresce.

E due libri. Il primo si chiamava I fermenti lattici dello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti, il secondo Chuck Norris ha aperto quella porta (edizioni Tea, 97 pagine. Euro 9). Cinquecento freddure, storielle, motti che ruotano intorno alla figura del ranger più "duro" che c'è. Qualche esempio? "Chuck Norris può bere tutta l'acqua del rubinetto - dice Bidoia, che solo nel primo libro ha "firmato" 150 facts - Per me sono come figli". E, viste le dimensioni del fenomeno, sono in arrivo, sempre a firma del duo Mist e Dietnam, un'agenda e un terzo libro.

E lui, Chuck Norris, come l'ha presa? All'inizio, dopo la pubblicazione dei facts americani aveva storto il naso per certi toni troppo pesanti, poi ha capito che quell'ondata di popolarità era una manna dal cielo per un attore un pochino in ombra come lui. E così è stato al gioco andando in tv a leggere le freddure. D'altronde di che può avere paura uno che "ha ucciso un leone e uno squalo con una sola pallottola. Il leone era in Africa e lo squalo in Australia. Chuck era a casa sua in Texas. Ed era disarmato"?

(24 maggio 2008) La Repubblica

24/12/2007

Non sparlate di Chuck Norris

NEW YORK - L'attore americano Chuck Norris, noto anche per essere un grande esperto di arti marziali, competenza che ha sfoggiato spessissimo nelle sue interpretazioni sul grande e piccolo schermo, ha fatto causa alla casa editrice Pinguin. Il motivo del contendere è un libro che secondo l'attore racconta solo bugie sul suo conto.

FATTI MITICI - Il libro, secondo Chuck Norris, sfrutterebbe in modo scorretto il suo nome, sulla base di una serie di «fatti mitici» che lo coprono di ridicolo e reperiti su varie fonti su Internet. La Penguin ha pubblicato «La verità su Chuck Norris: 400 fatti sul più grande essere umano del mondo» nello scorso novembre. Nella denuncia figurano anche i nomi dell'autore, Ian Spector, e di due siti web usati per promuovere il libro, incluso www.truthaboutchuck.com.

ANEDDOTTI STRAMPALATI - Il libro è tutto costruito sui racconti che appaiono su Internet e che prendono in giro l'immagine da duro e superuomo di Norris. E contiene aneddoti come quello secondo cui «le lacrime di Chuck Norris curano il cancro. Peccato che non pianga mai». Oppure «Chuck Norris non dorme. Aspetta»; o «Chuck Norris può ricaricare un cellulare strofinandolo contro la barba». Insomma, una serie di stupidaggini che hanno fatto però infuriare l'attore, forse uno dei pochi che ha preso sul serio la pubblicazione: secondo la denuncia «alcuni dei "fatti" riportati nel libro sono razzisti, volgari e ritraggono il signor Norris come impegnato in attività illegali». Norris, diventato famoso negli anni Settanta e Ottanta come protagonista di film come Delta Force e Missing in Action, se l'è presa soprattutto con il titolo del libro, che farebbe suppore che i fatti riportati siano veri.

 

Fonte: Corriere della sera 

20:36 Scritto da: albaetia in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook