28/06/2008
Raffaello Follieri
Forse non è il caso di vantarsene (e certo non vorremmo attirare le attenzioni della magistratura Usa), ma è un fatto che siamo stati i primi a intervistare Raffaello Follieri. Accadeva più o meno tre anni fa, una mattina d'inverno nella lobby di un albergo milanese, dopo un inseguimento durato un po' al giovanissimo manager pugliese che aveva fatto fortuna in America. E che - soprattutto – accompagnava con look da cicisbeo in salute, stock-option munito (il che non guasta mai), la divetta del momento: Anne Hathaway, assistente tuttofare dell'odiosa Miranda del Diavolo veste Prada e neoarrampicatrice di copertine patinate sui magazine di mezzo mondo.
Con un esilarante accento foggianamericano, Raffaello ci aveva raccontato del mercato immobiliare Usa e dei successi del “Follieri Group”, dell'amicizia con i Clinton (ai quali aveva procurato gli uffici del quartier generale di Harlem), delle fondazioni con cui si occupava di solidarietà e della sua religiosità, cammino coerente per uno nato a San Giovanni Rotondo... a pochi passi dal luogo in cui Padre Pio aveva preso le stimmate. Poi, causa le comuni origini pugliesi, ci aveva svelato il segreto delle orecchiette alla ricotta (che cucinava secondo la ricetta della nonna), del legame con la sua famiglia, del liceo “Lanza” di Foggia e delle vacanze alle isole Tremiti... Infine - ovviamente - la chiacchierata era scivolata su Anne. Orgoglio di fidanzato. Che, diceva, aveva voglia di impalmare al più presto. Oggi sappiamo che le cose si sono un po' complicate. Strane storie di assegni in bianco e presunte entrature Vaticane fanno pesare sul groppone del nostro Raffaello la bellezza di 200 e passa anni di galera. Vedremo: la giustizia farà il suo corso. Quello che invece possiamo già giudicare è il comportamento di Miss Hathaway. Che, fiutando l'aria pesante, ha mollato la presa del supermanager... lasciandolo solo alla vigilia dell'arresto (è la carriera, baby!, le avrebbe suggerito Miranda).
Che dire? Caro Raffaello, la vendetta è un piatto che va servito freddo. E con la tua storia di occhiolini politici e contratti alle cime di rapa, di scheletri nell'armadio accanto a finte vesti cardinalizie... beh, farai la fortuna di un produttore di Hollywood. Te la immagini la faccia della tua Anne se a vincere l'Oscar per primo dovessi essere tu?
Postilla. Anne Hathaway ha piantato il suo uomo dopo 5 anni d'amore, alla vigilia dei guai giudiziari. Mentre Valeria Marini, all'epoca del fidanzamento con Vittorio Cecchi Gori, rimase al suo fianco anche quando finì in prigione. E oggi che non sono più insieme ma lui è di nuovo nei guai gli ha rinnovato il sostegno. Secondo voi è meglio Anne o Valeria?
16:09 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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El Doctor e Il Dottore
"Nel 2003 i sostenitori di Berlusconi approvarono una legge sull'immunità, ma la Corte Costituzionale la bocciò l'anno successivo... E' possibile che di questo tipo di leggi qualcuno possa abusare. E' noto che Pablo Escobar, il barone della cocaina (detto El Doctor, ndr), negli anni 80, ha evitato un processo facendosi eleggere alla Camera dei Rappresentanti" (Christopher Caldwell, Financial Times, 21 giugno 2008)
"I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda" (Marcello Dell'Utri intervistato da Antonio Galdo per il libro "Saranno potenti?", Sperling & Kupfer, 2003)
"Sì, Berlusconi è entrato in politica per impedire che gli portassero via la roba" (Giuliano Ferrara, La Stampa, 25 febbraio 1994)
"La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori" (Fedele Confalonieri, la Repubblica, 25 giugno 2000)
(25 giugno 2008) Carta Canta Marco Travaglio La Repubblica
13:30 Scritto da: albaetia in Speciale Marco Travaglio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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21/06/2008
Le 25 città ideali, l'Italia non c'è
LONDRA - Le classifiche delle città più interessanti, più attraenti, con la migliore qualità della vita, più visitate dai turisti, più ospitali per il business, più eccitanti per il popolo della notte e chi più ne ha più ne metta, sono uno dei tic del nostro tempo: a volte utili, altre volte solo uno spunto per riflettere, quasi un gioco di società. Adesso ce n'è una nuova, compilata dal mensile Monocle, "a briefing on global affairs, business, culture & design" recita il sottotitolo della testata, una sofisticata rivista britannica, fondata poco più di un anno fa da alcuni dei più noti giornalisti nazionali. Propone la graduatoria delle "25 città più vivibili" del mondo, e ha l'arguzia, oltre che l'ardire, di stabilire dei criteri un po' eccentrici: le solite statistiche, sì, ma anche quello che per la sua redazione è importante, come la bassa criminalità, buon scuole e buoni ospedali pubblici, tolleranza verso la diversità e quel "certo non so che", come diremmo noi in italiano, che spinge il trend di un luogo verso l'alto anziché verso il basso.
Così ne viene fuori un elenco che, se in parte è prevedibile e rispetta il canone di quello che ci si può aspettare, per certi aspetti è sorprendente e originale. Per cominciare, mancano due metropoli che di solito sono sempre in tutte le classifiche di questo tipo: New York e Londra. Troppo costose, troppo classiste, troppo orientate su istruzione e sanità privata (buona se paghi, tremenda se ti affidi allo stato), forse entrambe hanno vissuto il proprio "magic moment". Restano "cool", alla moda, tutti i turisti ci vogliono andare in vacanza (specie se sono turisti italiani), ma appunto rischiano di perdersi qualcosa di meglio, che è altrove. E poi il punto della lista di Monocle non è trovare le città più affascinanti per i turisti ma quelle dove vivono meglio i residenti: quelli che ci passano 365 giorni, non una settimana.
Ecco allora la graduatoria. In testa Copenaghen, capitale della Danimarca: bella, intelligente, proporzionata, a misura d'uomo, con senso dell'umorismo, sensibile ai problemi dell'ambiente, con buoni trasporti, buone scuole pubbliche, buoni ospedali, buoni ristoranti, poco crimine (6 omicidi l'anno), grande cultura e meno pioggia e freddo di quanto uno (specie se è italiano) si aspetterebbe. Una città a misura d'uomo, con tanto verde ma anche tanti incentivi per il business. Shakespeare sbagliava: non c'è del marcio in Danimarca.
Al secondo posto Monaco di Baviera: stretta tra il boom di Berlino e i progressi di Dresda, sembrava candidata a entrare in crisi, invece rimane la più vivibile, divertente, cosmopolita città tedesca. Al terzo, a sorpresa, Tokyo: una megalopoli che funziona come un orologio svizzero, veloce e lenta al tempo stesso, capace di smentire gli stereotipi su se stessa. Poi seguono i "soliti noti", ovvero le città che sono note per la loro buona qualità della vita: Zurigo e Vienna (per restare in tema con gli Europei di calcio), Helsinki e Stoccolma (la dolce vita nordica), Vancouver e Montreal, Sidney e Melbourne (tutti vorrebbero vivere in Canada e Australia, se non fossero uno freddo e l'altra lontana), Madrid e Barcellona (la Spagna di Zapatero - speriamo anche non quella di Villa&Torres).
Altre sorprese: Honolulu (non solo spiagge e surf - ma vale per le Hawaii il discorso dell'Australia, tutti vorrebbero viverci se non fossero così distanti). Poi, Fukuoka. Sì avete letto bene, non è un errore di stampa: Fukuoka. Provate a dire dov'è. Non lo sapete? Non l'avete mai sentita nominare? Confesso: neanch'io. Comunque è in Giappone, è la capitale dello shopping e ha le misure giuste. Infine, Minneapolis: la città emergente degli Stati Uniti.
In classifica ci sono anche Parigi (10mo posto), Amsterdam (18esimo), Kyoto (20esimo), seguita da Amburgo, Singapore, Ginevra, Lisbona e Portland (quella dell'Oregon, una specie di San Francisco un po' più settentrionale). A proposito, San Francisco è un'altra assenza di rilievo dall'elenco. E magari vi siete accorti che manca pure qualcun altro: una città italiana. Non ci sono né Roma, né Milano. Siamo, insieme alla Grecia, l'unica grande nazione europea assente dall'elenco.
Un altro segno di declino per il nostro paese? La consolazione è che la prima delle non-elette è Genova. Forse l'anno prossimo, scrivono i redattori di Monocle, sarà entrata fra le "top 25", così come le altre "quasi" classificate: Buenos Aires, Istanbul, Beirut e Phnom Penh. Le venticinque città più vivibili del mondo + altre 5: resta solo da decidere in quale trasferirsi.
(21 giugno 2008) La Repubblica
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20/06/2008
Adotta un nonno
"Qualcosa si muove e speriamo non sia solo un venticello che produce uno stormire di foglie. Ci vuole altro, una bufera, un tornado per ripulire il bosco dalle consulenze, dalle spese inutili, dagli stipendi garantiti ai fannulloni, dai gettoni di presenza e anche di assenza, dai parassiti che zitti zitti succhiano la linfa degli alberi pubblici e li rinsecchiscono. Non bastano più le forbici; serve l'accetta... Ieri 'LiberoMercato', in prima pagina, ha affrontato un argomento considerato tabù: il collocamento a riposo delle donne. Che avviene a 60 anni, cioè con 5 anni di anticipo rispetto agli uomini. Perché simile disparità di trattamento in base al sesso? Il nostro è l'unico Paese in Europa a fissare per decreto la discriminazione sessuale in maniera pensionistica. È semplicemente assurdo, grottesco che per le donne l'assegno di vecchiaia scatti 5 anni prima che per gli uomini, i quali, si badi bene, campano (statistiche sul tavolo) cinque anni di meno. Tra l'altro, se l'esercito delle lavoratrici andasse in pensione (di vecchiaia, ripeto) all'età in cui ci va quello dei lavoratori, i conti dell'Inps sarebbero sistemati. Per procedere alla parificazione non occorre Napoleone; è sufficiente modificare un rigo della legge, esercizio accessibile a un qualunque ragionier Rossi. I sindacati protestano? E chissenefrega" (Vittorio Feltri, "E' l'ora della scure", Libero, 15 giugno 2008).
"Feltri se ne va, Feltri resta. Ovvero: esce dalla porta, rientra dalla finestra... Più maliziosamente: un colpo da maestro di un giornalista che sa gestire bene non solo la testata che dirige, ma anche i suoi conti personali. E la sua qualità della vita. Visto che il nuovo status gli renderà più agevole il dedicarsi alle passioni extraprofessionali: i cavalli, innanzitutto. Sono passate da poco le 15 quando le agenzie di stampa annunciano che Vittorio Feltri 'si è dimesso'. Pochi minuti dopo, la precisazione: va in pensione, ma rimarrà direttore del Giornale, avendo firmato con la società editrice un rapporto di consulenza: 'I poteri del direttore ai sensi dell'articolo 6 verranno assunti per il momento da Gian Galeazzo Biazzi Vergani, presidente della stessa S. e. e'. Dunque, un'uscita squisitamente 'tecnica'. Che consentirà a Feltri di assicurarsi la pensione (secondo indiscrezioni, ammonterebbe a 12 - 13 milioni mensili), mettendola al riparo da possibili revisioni dello Stato sociale. Il piano d'azione è stato studiato nei dettagli. Dal primo maggio e per tre mesi il 'Giornalè verrà firmato da Biazzi Vergani, in attesa che la pratica vada burocraticamente a buon fine. Poi, con la pensione 'in cassaforte', Feltri deciderà con quale formula definire stabilmente il rapporto con l'editore" (Corriere della Sera, 29 aprile 1997)
"Vado in pensione, ma continuo a fare il direttore. D'ora in poi mi occuperò solo delle cose più importanti: la linea politico - editoriale, la scrittura, la visione dei testi e dei titoli... L'organizzazione del lavoro, le promozioni dei redattori, le ferie, gli orari, le varie rogne insomma, le lascio a un collega. Non vi sembra bello? ... [L'idea] La covavo da un po' di tempo, quando ho capito che potevo realizzarla sono passato ai fatti. Da un consulente del lavoro mi sono fatto ricostruire la carriera, attraverso i miei 38 anni di contribuzione, e così a 53 anni d'età, avendone diritto, chiudo con l'Inpgi. Se fosse per me, mi dimetterei anche dall'Ordine dei giornalisti. Purtroppo, non mi è consentito'. Nessun contrasto con il suo editore? 'Neanche per sogno. Tutto continua a filare liscio. Ripeto: è solo una questione personale. Ho voluto decidere io quando andare in pensione, non lasciarlo fare a Prodi. Magari ritrovandomi con qualche sgradevole sorpresa" (Vittorio Feltri, Corriere della Sera, 29 aprile 1997)
"Vittorio Feltri, 56 anni, giornalista-editore, ex direttore di 'Europeo', 'Indipendentè e 'Giornale'. Pensione Inps (dal maggio 1997): 13 mensilità da 408.050 lire. Pensione Inpgi (dal maggio 1997): 14 mensilità da 24.465.170 lire" ('L'Espresso', 13 agosto 1999).
(20 giugno 2008) Marco Travaglio "Carta Canta" LA Repubblica.it
16:55 Scritto da: albaetia in Speciale Marco Travaglio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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16/06/2008
Barbados senza calciatori... annuncio su internet
17:39 Scritto da: albaetia in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12/06/2008
Scopre il dipendente malato a ballare in tv
ROVERETO (Trento) - Un imprenditore di Rovereto (Trento) ha scoperto un suo dipendente in malattia mentre ballava negli studi televisivi di un'emittente locale. È accaduto a Karl Ninz, titolare di uno stabilimento in Trentino, che seguendo i programmi di Tca ha visto danzare un suo collaboratore, assunto da pochi mesi.
ERNIA INGUINALE - Il lavoratore tramite i certificati medici lamentava 'postumi di ernia inguinale', dicendosi pertanto inadatto a sollevare pesi. L'azienda gli ha mandato tre volte a casa il medico per visite fiscali. Ora Oliviero Porcu, 49enne nato a Cagliari, deve rispondere in Tribunale del suo comportamento, dato che davanti alle telecamere si era prodotto in un ballo (le immagini tv sono state portate davanti al giudice).
LICENZIAMENTO E DENUNCIA - Dopo essersi visto licenziare in tronco (e senza nemmeno osare protestare data l'evidenza dei fatti) il Porcu si trova ora denunciato per 'truffa continuata' ai danni dell'azienda nei confronti della quale si diceva malato. Dopo la prima udienza svoltasi martedì al Tribunale di Rovereto (Tn), l'imputato dovrà ripresentarsi in aula per le conclusioni e la sentenza, attesa per l'inizio di luglio.
Fonte: Corriere della sera
20:56 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Pizza alla renna, Berlusconi 'testimonial'
Fonte: Corriere della sera
20:50 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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09/06/2008
Casualità
"Con un intervento che faremo al Consiglio dei ministri della prossima settimana, introdurremo il divieto assoluto di intercettazione telefonica, con esclusione per indagini che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la 'ndrangheta, la camorra o il terrorismo. Per tutti gli altri reati, cinque anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, cinque anni di carcere a chi le eseguirà e cinque anni di carcere a chi le propalerà, e una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le pubblicheranno".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, 7 giugno 2008).
"E' stata rinviata al 4 luglio prossimo l'udienza davanti al gup Luigi Giordano che dovrà pronunciarsi sulla richiesta da inoltrare al Parlamento sulla utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche tra il premier Silvio Berlusconi e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Il rinvio è stato deciso dopo che i legali di Berlusconi, gli avvocati Michele Cerabona e Niccolò Ghedini hanno depositato un'indagine difensiva sui tabulati delle telefonate intercettate. A quanto si è appreso i legali intendono dimostrare che le telefonate, sia in partenza sia in arrivo, sono avvenute a Roma e pertanto la competenza a procedere è del tribunale della capitale. Il pm Vincenzo Piscitelli ha proposto il rinvio per esaminare i nuovi atti. E' stata rinviata, di conseguenza, al 18 luglio prossimo, l'udienza preliminare, davanti al gup Pasqualina Laviano, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Berlusconi, imputato per le segnalazioni a Saccà di attrici da inserire nei cast di alcune fiction prodotte dalla Rai".
(Ansa, 6 giugno 2008).
"Distruggere tutte le intercettazioni che riguardano Giuseppe Profiti. E' la clamorosa richiesta presentata al gip Roberto Fucigna dal legale di Profiti, l'avvocato Giuseppe Maria Gallo. L'ex manager della Regione, oggi presidente dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, era stato arrestato e mandato ai domiciliari nella prima fase della Mensopoli genovese. Nell'ordinanza di custodia cautelare compaiono numerose intercettazioni delle sue telefonate e altre nelle relazioni della Guardia di Finanza allegate al documento del giudice Fucigna. Relazioni che dimostrano come la Finanza non abbia lavorato soltanto sulle ipotesi di corruzione a Savona e a Genova per l'affaire mense, ma anche sulla cartolarizzazione (la maxi-vendita di beni pubblici delle Asl da parte della Regione)".
(Il Secolo XIX, 8 giugno 2008).
(9 giugno 2008) "Carta Canta" Marco Travaglio La Repubblica
17:24 Scritto da: albaetia in Speciale Marco Travaglio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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06/06/2008
La fortuna di una tifosa di baseball alla partita vince il funerale gratis
GRAND PRAIRIE (Texas) - Quando hanno estratto il suo biglietto, Elaine Fulps non stava più nella pelle. Ma la donna, una texana di Arlington di 60 anni, sorteggiata tra i tifosi che avevano assistito ad una partita di baseball, spera di non dover ritirare il premio molto presto. In palio, infatti, c'era un funerale e la condizione per ottenere la vincita è quella di morire.
"Ho rischiato di crepare molte volte - ha commentato con ironia la Fulps, che era tra gli spettatori del Gran Prairie Airhogs, un torneo di baseball di livello minore - Ma Dio mi voleva ancora in giro per una ragione: vincere un funerale". La donna, che indossava un vistoso collare medico, ha spiegato di avere subito 20 operazioni chirurgiche a causa di vari problemi di salute.
Il premio, finanziato dall'agenzia di pompe funebri Oak Memorial Gardens, consiste in un funerale del valore di 10mila dollari. Unica condizione: la vincitrice dovrà passare a miglior vita entro trent'anni. "Mi sceglierò un angolo sotto a un albero del Texas - ha detto la Fulps al quotidiano The Dallas Morning News mercoledì "Spero in un cimitero in cui non possano entrare gli animali. Preferirei non farmi fare la pipì addosso".
Alcuni dei finalisti della competizione, che ha consacrato il vincitore martedì, durante la serata finale del torneo, si sono presentati vestiti a lutto o come se fossero morti. Ad avere in mano il biglietto vincente però è stata la Fulps, che felice ha promesso che d'ora in avanti non penserà troppo a quel momento. Deci derà cosa scrivere sulla tomba, ha commentato con macabra ironia, solo la prossima volta che sarà ricoverata.
(5 giugno 2008) La Repubblica
01:02 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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02/06/2008
Gaiscogne rischia la vita
19:50 Scritto da: albaetia in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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