28/04/2008

altre verità di calciopoli

E' ripreso oggi il progesso GEA al tribunale di Roma. Presenti in aula anche gli imputati Alessandro e Luciano Moggi, Zavaglia e Davide Lippi.

L'udienza si è aperta con la deposizione di Giorgio Chiellini. Il difensore della Juventus ha detto di aver scelto la Gea spontaneamente nel 2001 e di non aver mai ricevuto pressioni o minacce da parte di Moggi. "Dal mio agente Davide Lippi - ha aggiunto - non ho mai avuto promesse o assicurazioni su una mia convocazione in Nazionale".
La Procura ha incassato e chiesto un confronto tra il calciatore e Franco Baldini, che invece aveva tutta un'altra teoria in merito al passaggio in bianconero di Chiellini, all'epoca in comproprietà tra Livorno e Roma.

Poi è stato il turno di Emanuele Blasi. Sono state ascoltate alcune telefonate tra il centrocampista, il suo agente Antonelli ed il padre del calciatore mentre dice: "Noi siamo ricattati, la posta in palio è alta e quindi dobbiamo fare un passo indietro. Ogni tanto bisogna abbassare la testa". In un'altra intercettazione, lo stesso Blasi spiega ad Antonelli: "Se sto con te, non mi fanno firmare il contratto, si sono impuntati. Non mi fanno prendere i soldi. Io lo so che sono uomini di mer.da, ma ho degli interessi".
Praticamente Moggi gli aveva proposto un contratto da 1,3 milioni con la Juventus, a patto che avesse revocato la procura con Antonelli e l’avesse data alla Gea.
Ecco le parole di Stefano Antonelli: "Manuele mi disse chiaramente che per avere il rinnovo del contratto doveva passare alla Gea".

Il momento centrale dell’udienza si è rivelata la testimonianza dello stesso Emanuele Blasi. Il giocatore del Napolo ha infatti detto che nelle telefonate di cui sopra si era inventato tutto pur di "liberarsi" del suo agente: "Le pressioni da parte della Gea sono tutte mie invenzioni. Ho pensato che fosse l’unico modo per liberarmi di Antonelli, con cui non avrei mai rinnovato il contratto con la Juve. In realtà, io non ero contento del suo lavoro e avevo preso contatti con Davide Lippi dicendogli che avrei dato a lui la procura se mi avesse consentito di rinnovare con la Juve a cifre maggiori"..

Dopo Fabio Capello e Antonio Giraudo, anche Emanuele Blasi rischia di finire sotto processo per falsa testimonianza e calunnia nell'ambito del processo Gea. Chiamato oggi a testimoniare, l'attuale giocatore del Napoli è apparso al pubblico ministero Luca Palamara poco sincero e la sua testimonianza è stata ritenuta "degna di attenzione" quando ha ammesso di aver detto nel 2005 al suo allora procuratore Stefano Antonelli che la Gea gli faceva pressioni e velate minacce perché abbandonasse lo stesso Antonelli e sottoscrivesse la procura con la Gea stessa.

 

fonte: calciomercato.com 

22:53 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

35ª giornata Roma-Torino

ROMA-TORINO 4-1 - Celi, 35 anni, gara 18
Un pasticcio con le ammonizioni a Dellafiore. Al 17’ Dellafiore atterra Perrotta: l’arbitro Celi assegna il rigore, corre col cartellino alzato in alto verso il granata ancora a terra, gli si ferma davanti e ripone il giallo nel calzoncino senza segnare il numero 15. Al 18’ della ripresa Dellafiore strattona Cicinho, Celi lo ammonisce e il difensore sta già andando fuori, poi si accorge che l’arbitro non estrae il rosso. Come emerge dal referto, nel primo tempo ha scritto l’ammonizione "del 3", che è Pisano, il giocatore che gli stava alle spalle. Evidente: non ha scritto subito il numero e quando lo ha fatto ha sbagliato o ricordato male il numero (3 e 15). Gli assistenti Faverani e Stefani e il quarto uomo Trefoloni che hanno l’obbligo di annotare con lui gli ammoniti o non l’hanno aiutato o Celi ha detto con certezza di aver ammonito il 3. Domani il giudice Tosel dovrebbe rimettere le cose "a posto": con un supplemento di rapporto di Celi o chiedendo a Celi di rivedere la prova tv (che può essere attivata anche da terze interessate). Se Celi, come sembra chiaro dalle immagini, dirà di aver ammonito la prima volta Dellafiore, questi sarà squalificato e Pisano salvato. Se insisterà su Pisano, dicendo che ha sentito una sua protesta, il giudice non potrà far nulla. Non decreterà la ripetizione della gara: danneggerebbe la Roma che ha vinto e doveva giocare in superiorità numerica. Dellafiore ammette: "Pensavo di essere io l’ammonito, ma l’arbitro ha messo a referto Pisano per proteste che non era nemmeno vicino all’azione. Nel secondo tempo aspettavo il rosso. Anche i romanisti dicevano all’arbitro che per me il giallo era il secondo, ma Celi ha risposto che aveva ammonito Pisano". Il resto: Celi annulla una rete a Mexes per un appoggio su Pisano. Da rosso diretto l’entrata di Stellone su Juan: solo giallo. Pizarro tira la palla contro Stellone: ammonito anche lui. Fallo di Juan su Di Michele: duro, ma Celi vede un’occasione da rete che non è così chiara. Rosso.

21:24 Scritto da: albaetia in Roma Arbitri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

PITTSBURGH STEELERS Pre Draft 08

PITTSBURGH STEELERS
La prima stagione di Mike Tomlin è stata un successo, almeno fino ai playoffs. Tuttavia un punto debole che sicuramente si è evidenziato nella stagione è stato quello della linea di attacco che ha messo in difficoltà Roethlisberger e limitato Willie Parker (bloccato anche dagli infortuni: a tal proposito gli Steelers hanno preso Mewlede Moore come riserva dai Vikings). Per rafforzare tale reparto tra i free agent gli Steelers hanno preso il centro Justin Hartwing (Panthers) ma hanno nel frattempo perso un caposaldo della loro linea come Alan Faneca che, sebbene reduce da una annata incolore, lascia comunque alla squadra il difficile compito di trovare un valido sostituto come LG. Sebbene debbano attendere fino al 23 giro è difficile che gli Steeler cerchino una trade per risalire di qualche posizione in quanto hanno comunque diverse necessità e potrebbero benissimo attendere il loro turno prendendo il miglior giocatore disponibile.

OG: Faneca ha indubbiamente avuto una delle sue peggiori stagioni nel 2007 e ha mostrato tutta l’importanza di questo ruolo per la squadra. Ora che ha accettato l’offerta per andare a giocare ai Jets gli Steelers si trovano nella necessità di coprire, e bene, questa delicata posizione. Tuttavia la classe di giocatori di quest’anno non offre molte scelte: l’unico prospetto che potrebbe richiamare l’attenzione al primo giro è Branden Albert (Virginia). Tutti gli altri giocatori sono visti come possibili scelte nei round intermedi. John Greco (Toledo) grazie alla sua versatilità, e nonostante l’inesperienza, potebbe essere una scelta interessante. Roy Schuening (Oregon State), Chilo Rachal (USC) e Mike McGlynn (Pittsburgh) sono possibili scelte al terzo giro o nella giornata di domenica.

OT: Prima di trovare un sostituto per Faneca però Pittsburgh potrebbe cercare di stabilizzare il delicato ruolo di Tackle, vista anche la carenza di buoni prospetti nel precedente ruolo. Diversi problemi di infortuni (in particolare quello di Marvel Smith) e riendimento hanno mostrato che la squadra ha assolutamente bisogno di aggiungere elementi di valore a questo reparto. Per migliorare il livello delle riserve potrebbero anche scegliere un ulteriore uomo di linea nel secondo giorno. Jeff Otah, ben conosciuto in città avendo giocato all’università di Pittsburgh, potrebe essere la giusta scelta per gli Steelers. Duane Brown (Virginia Tech), Gosder Cherilus (Boston College), Sam Baker (USC) e Chris Williams (Vanderbilt) sono altri ottimi prospetti che potrebbero essere disponibili per Pittsburgh. Un eventuale scelta nel secondo giorno potrebbe essere indirizzata a Geoff Schewartz (Oregon), Barry Richarson (Clemson) o Demetrius Bell (Northwestern) ,

CB: La difesa di Pittsburgh è stata una delle migliori (se non la migliore) del 2007. Ma il reperto dei CB ha suscitato parecchie perplessità e pertanto la squadra necessita di rinforzi in questo ruolo, magari nella speranza di trovare un possibile titolare al secondo o terzo giro. Cosa che in un anno abbastanza ricco di medio-buoni cb non è detto che non ci riescano. Reggie Smith (Oklahoma) è un versatile DB adatto alla difesa a zona degli Steelers. Justin King (Penn State), Tyvon Branch (Cal), Terrel Thomas (USC), Chalres Godfrey (Iowa) sono altri giocatori che potrebbero vestire la maglia nero gialla dalla prossima stagione.

DE: In una difesa 3-4 i DE hanno il doppio compito di attaccare il qb sull’esterno e di dare una mano al NT contro le corse al centro. L’ottimo Aaron Smith è arrivato ormai alla decima stagione e sull’altro lato Keisel non ha reso quanto sperato. Vista l’abbondanza di buoni giocatori in questo ruolo gli Steelers potrebbero trovare soddisfazione alle loro necessità anche nel secondo giorno con giocatori come Kendall Langford (Hampton), Kenny Iwebema (Iowa), Jason Jones (Eastern Michigan).

RB: Non certo una posizione di vera necessità ma visti anche i recenti infortuni di Parker e i tanti subiti dal nuovo arrivato Moore, gli Steelers è probabile cerchino ulteriore profondità nel ruolo negli ultimi giri del draft, che magari possano essere utilizzati come kick returner o comunque dare un buon contributo negli special teams: Justin Forsett (Cal), Dartell Savage (Oklahoma State) e Cory Boyd (South California) sono possibile scelte.

fonte: endzone.it

21:21 Scritto da: albaetia in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

La fine di Mario Jardel?

MILANO, 28 aprile 2008 - "Sì, sono un cocainomane". L'affermazione, decisamente forte, è di Mario Jardel, attaccante brasiliano ex Porto, Galatasaray e, per qualche mese, anche dell'Ancona. L'ex Scarpa d'Oro, ormai 35enne, non vuole tuttavia gettare la spugna.
A CUORE APERTO - Il bomber si è confessato ieri alla rete televisiva "Globo": "E' iniziato tutto con cattive frequentazioni, poi, in rapida successione, sono arrivati il divorzio, la depressione, e la droga. Purtroppo non si tratta di un vizio passeggero; è un problema che ho da anni, e non sono nemmeno sicuro di non ricaderci un'altra volta. Anche se da due mesi riesco a starne lontano".
SUPER MARIO - L'ultima apparizione su un campo da calcio di Jardel risale alla fine del 2007: campionato australiano. La maglia, quella dei Newcastle Jets. Una fine abbastanza ingloriosa per un giocatore che alla fine degli anni Novanta incuteva terrore ogni volta che si presentava in area. Chiedere per informazioni al Milan, che "Super Mario" in Champions League ha battuto sia con il Porto che con il Galatasaray. Poi, l'oggettivo declino: quasi come contrappasso, lo scorcio di stagione disputato con l'Ancona nel 2004. Molti ricordano il suo stato di forma discutibile all'esordio, proprio contro i rossoneri a San Siro.
RISCOSSA - Jardel, tuttavia, non si scoraggia. Anzi. "Ho ricominciato ad allenarmi per conto mio, qui in Brasile - ha detto l'attaccante -. La speranza è di trovare un nuovo ingaggio, per una grande squadra. Così finalmente anche la mia vita avrebbe di nuovo un senso. Chiedo scusa a tutti per il cattivo esempio che ho dato". In bocca al lupo, dunque, Mario. Perché ammettere di essere un cocainomane non significa per forza chiudere la carriera; specialmente se poi si riesce a risalire la china.

 

Fonte: Gazzetta dello sport 

12:25 Scritto da: albaetia in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

04/04/2008

King Of Rock

"KING OF ROCK"

.. «È la realtà che mi ha deluso, non la vita». La realtà vista senza il filtro dell’immaginazione spesso è davvero brutta. Io sono stato molto fortunato. Ho avuto una vita straordinaria, spericolata nel senso più autentico del termine. Tutto è successo per gradi e tutto è accaduto al momento giusto. Questo mi ha permesso sia di godermi l’attimo, sia di arrivare preparato alla fase successiva».

«Mi piace venire a Los Angeles uno o due mesi all’anno. Mi rigenera. Il successo e l’affetto della gente mi gratificano moltissimo ma la celebrità mi soffoca.
Quando vedo attorno a me tutto questo entusiasmo un pò mi imbarazzo. Poi mi adeguo all’immagine che i fan hanno di me e cerco di essere all’altezza. Ma mi sento sempre un pò inadeguato»


Sembri uno molto sicuro di sé, in realtà sei un timido.

«Vero, ho dovuto sforzarmi parecchio per salire su un palco. Ho dovuto violentarmi molto. In passato mi ubriacavo già dal giorno prima per trovare il coraggio di affrontare il pubblico. Poi ho capito che avevo più paura del fantasma della realtà che della realtà stessa. Oggi cerco in tutti i modi di distrarmi e non pensarci fino a quando salgo sul palco. A quel punto, dopo un primo momento di puro panico, la concentrazione e la musica prendono il sopravvento e non ho più il tempo di pensare. Ho una teoria sulla timidezza. Penso che sia una forma di egocentrismo che ti fa bruciare il 70 per cento delle energie per niente. È quasi una malattia. Da ragazzo non volevo entrare al cinema con la luce accesa, un amico mi diceva: “ma chi pensi di essere, non sei mica al centro dell’universo, la gente ha ben altro a cui pensare».

Una volta hai detto che a 12 anni eri convinto che il mondo fosse nato con te, non prima.

«È vero, anche quando dovevo studiare storia a scuola non la distinguevo molto dalle favole. Oggi mi piace leggere libri di storia e di filosofia. Aiuta a dare una collocazione più sensata alla propria esistenza. Crescendo si impara.»

Hai raccontato anche di aver sofferto molto per amore. Dobbiamo crederci?

«Beh, fino a un certo punto sono stato anch’io un uomo comune. La prima delusione l’ho avuta a sei anni: lei mi lasciò per un villeggiante che arrivava da Bologna. Poi ce ne sono state altre, ma la più scottante è arrivata a vent’anni: quella storia mi annientò, così per parecchio tempo ho preferito avere solo rapporti che non andassero oltre l’atto sessuale».

Da vent’anni, invece, vivi con Laura, madre di uno dei tuoi tre figli. Perché non l’hai mai sposata?

«Perché le complicazioni burocratiche mi spaventano. Ma il nostro legame è più sincero così: ogni giorno ci riconfermiamo di stare bene insieme. Luca è molto importante nel nostro progetto e considero Laura a tutti gli effetti mia moglie».

Da ragazzino chi erano i tuoi idoli?

«Little Tony e Gianni Morandi. Nei concorsi cantavo “Riderà” e “In ginocchio da te”. Little Tony per noi italiani era l’equivalente di Elvis Presley. Io Presley l’ho scoperto dopo. E ai tempi dell’università a Bologna ho iniziato ad ascoltare i Genesis, i Pink Floyd, i King Crimson. Gli unici che conoscevo già da ragazzino erano i Rolling Stones, perché un mio amico aveva i loro dischi».

Rimpiangi quei tempi?

«No, ma li ricordo con grande affetto. Ero povero, avevo un vestito per la domenica, uno per gli altri giorni e un solo paio di scarpe. Stavamo bene, anche se avevamo poco. E questo forse non è un male».

Comunque, con o senza scarpe, direi che di strada ne hai fatta.

«Io sono l’incarnazione della favola di Cenerentola. Fino a 20 anni non sognavo i lussi, perché non sapevo nemmeno che esistessero. Poi ha iniziato a piovere sul bagnato. Il bello è che tutto quel che ho l’ho ottenuto facendo esattamente quello che mi piaceva. Infatti ogni giorno ringrazio il cielo e la chitarra. Però la mia vita interiore non è cambiata affatto, direi che la malinconia è la mia condizione naturale e molto spesso cado in profonde depressioni..»

Una volta ti rivolgevi a una generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi. E oggi?

«In realtà molte canzoni le scrivo rivolgendomi a me stesso, come se fossi l’ascoltatore immaginario perfetto. Racconto cose che non direi nemmeno alla mia donna. E a volte è proprio grazie alla canzoni che capisco la realtà che sto vivendo. Quel brano in particolare parla di una fase che prima o poi tutti i ragazzi vivono: la ribellione verso il mondo degli adulti».

È per questo che a un certo punto dal vivo lo hai trasformato in “siete solo voi”?

«È un gioco che faccio dal palco….mi trasformo nel fratello maggiore o nel genitore e grido loro “siete solo voi” ….anche perché io ormai….mi rendo conto di essere cresciuto, di essere andato avanti. Adesso non vedo più tutto bianco o nero, ho scoperto che esistono le sfumature».

Quando hai fatto questa scoperta?

«Abbastanza tardi, forse perché per parecchio tempo ho vissuto ai margini della realtà. Prima andavo avanti a testa bassa, mi interessava soltanto scrivere canzoni e cantarle su un palco. Avevo sempre la chitarra con me. A un certo punto mi sono reso conto che il successo era arrivato ma mi mancava qualcosa di reale, direi di fisico. Ero in crisi marcia, al risveglio ero sempre depresso, scoppiavo a piangere senza sapere perché. Così ho iniziato a permettermi diciamo dei lussi per una rockstar, per esempio costruire una famiglia. Adesso se piango almeno so perché. »
(ride)

Un tradimento?

«Macché! La vera trasgressione è fare una famiglia e mettere al mondo dei figli. Ci vuole impegno e coraggio, soprattutto per le donne. Non è affatto facile ma dà un “senso” a tutto. In fin dei conti siamo in questo mondo per fare dei figli. Quando ne hai uno, improvvisamente non sei più tu il figlio ma diventi padre, l’ottica cambia completamente e cominci a vedere le cose in modo diverso. Ti rendi conto dei problemi degli altri, capisci che non sei al centro dell’universo. L’obiettivo principale diventa garantire a quell’essere che hai generato almeno vent’anni di serenità».

Cosa insegni ai tuoi figli?

«Cerco di insegnargli a non fare gli errori che ho fatto io. Ovvio che le parole servono fino a un certo punto, ma possono limitare i danni. Per esempio spiego che quando si attraversa la strada bisogna fare attenzione alle automobili che passano e così anche che tutte le droghe fanno male, ma alcune sono più dannose di altre: l’eroina ad esempio non bisogna assolutamente nemmeno provarla! È pericolosissima, basta una volta o due e non riesci più ad uscirne. In cinque o dieci anni sei morto. Con le altre, coca e pasticche, bisogna stare molto attenti. Meglio non prenderle e imparare a divertirsi senza ,anche perché prima o poi bisogna farlo per forza. E che le canne fanno meno male dell’alcool….però si rischia la galera!?»

C‚è un errore che ti ha fatto male in modo particolare?

«Tutti gli errori mi hanno fatto male. Ma se non li fai non puoi mica imparare. Comunque rifarei tutto, anche se l’ideale sarebbe imparare senza bisogno di sbagliare. Ma temo che sia impossibile».

Sbaglio se dico che fino a un certo punto hai studiato da rockstar, poi sei diventato un artista?

«Può essere. Ma riprendendo il discorso sulle sfumature, vorrei dire che se nella vita reale sono necessarie, nell’espressione artistica invece no. Nella mia esiste solo il bianco o il nero. Il mio linguaggio è esagerato perché voglio provocare. Io sono un testimone della vita e dei nostri tempi. Ascoltare le mie canzoni non è pericoloso ma può aiutare a capire. Vedere che tante persone hanno le mie stesse problematiche è stata una scoperta inebriante. In fin dei conti io non faccio alro che esprimere le ansie, le rabbie, le nevrosi della gente normale».

Tra libertà e uguaglianza cosa scegli?

«La libertà, perché se non si è liberi non si può neanche essere uguali. Del resto la prima a far discriminazioni è la natura: chi nasce bello avrà opportunità diverse da chi nasce brutto. Tante leggi della natura non mi piacciono. Perché un pesce grosso deve mangiare quello piccolo?…perché per sopravvivere una vita deve cibarsi dell’altra? Perché il leone deve mangiare la gazzella? Non sarebbe stato meglio che mangiasse dell’erba? E l’ uomo, che per sfamare il suo ego vuole il potere e spesso lo esercita facendo del male agli altri Il regno animale di cui facciamo parte è crudele e violento e l’umanità deve fare ancora molta strada per affrancarsene…
Il mondo che vorrei non è certo questo».


Beppe Grillo e altri hanno fatto diventare attuale il tema dell’antipolitica. Ma tu questi argomenti li affrontavi già nel 1996 con Stupendo.

«In effetti quella canzone era un grido disperato di delusione nei confronti di certe persone. Stupendo parla di chi, come noi degli anni ’70, si era illuso di portare l’immaginazione al potere. Poi molti si sono omologati e si sono accontentati. Oggi sembra un circo. Ci sono un sacco di pagliacci travestiti da politici, c’è troppa gente che parla ma non si assume la responsabilità di quello che dice, né paga per le cazzate che fa. »

È peggio l’ignoranza o l’intolleranza?

«L’intolleranza nasce dall’ignoranza. Se ti sforzi un po’ per non essere ignorante, capisci anche che devi essere tollerante. Siamo tutti nati su questo pianeta e siamo tutti diversi, quindi la tolleranza è indispensabile. Non è certo una colpa ma non si può essere orgogliosi di essere ignoranti, anche se c’è addirittura chi ne fa una bandiera o un partito».

Nelle cose che fai conta di più il cuore o il cervello?

«Ci vogliono tutti e due.
Anche la realtà di questo universo è sempre una questione di equilibrio tra due fattori opposti. Polo positivo e polo negativo, espansione e forza di gravità. Ho scritto in una canzone: è tutto un equilibrio sopra la follia e io sono sempre in bilico…»

 

Intervista di Max a Vasco 

21:27 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Crisi del disco? risponde Vasco

Ci dicono che..come per "incanto"

In tre giorni il nuovo cd di Vasco Rossi ("Il mondo che vorrei") ha superato le 400mila copie vendute e la crisi del mercato discografico sembra, come per incanto, scomparsa. I segnali di un successo sopra ogni aspettativa sono incominciati a giungere subito ai centralini della Emi, con negozianti che fornivano dati straordinari di vendita al pubblico: numeri record, come nel caso di Fnac, tanto da indurre Tiziano Foglioli, responsabile prodotti editoriali della filiale italiana a dichiarare: " 'Il mondo che vorrei' di Vasco Rossi ha frantumato tutti i record di vendite nella storia (8 anni) della nostra catena. Per chi come noi crede ancora nel supporto fisico e' la conferma che i dischi di valore fanno ancora grandi vendite nonostante le difficolta' del mercato". Aggiunge Elena Cadelli, category manager home entertainment di La Feltrinelli: "Il primo week-end di vendita ci ha permesso di battere qualsiasi record precedente su un'uscita discografica................. ...

 

www.vascorossi.net 

11:33 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Marche cannabis per uso terapeutico

ANCONA - La Regione Marche apre alla cannabis per uso terapeutico. La giunta ha autorizzato i servizi di farmacia delle Aziende ospedaliere, dell'Inrca e delle Asur a garantire l'erogazione dei cannabinoidi a carico del Servizio sanitario regionale.

Attualmente non sono disponibili in Italia formulazioni commerciali registrate, basate su principi attivi e su derivati di sintesi dei cannabinoidi. Questi farmaci sono reperibili solo in alcuni Paesi europei e Nordamericani, in Israele e in Sudafrica.

Il ministero della Salute ha inserito lo scorso anno alcuni derivati naturali o di sintesi dei cannabinoidi nella nuova classificazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Questo fa sì che alle farmacie ospedaliere sia consentita l'importazione di tali medicinali purchè abbiano acquisito la prescrizione medica, l'assunzione di responsabilità del medico e l'autorizzazione all'importazione concessa dall'Ufficio centrale stupefacenti del Ministero della Salute.

L'uso di questi farmaci è indicato nella spasticità secondaria a malattie neurologiche, nella nausea e nel vomito non sufficientemente controllati indotti da chemioterapia o radioterapia, nel dolore cronico neuropatico.

(3 aprile 2008)

11:31 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

01/04/2008

QUANDO ARRIVA VASCO PASSA ANCHE LA CRISI DEL DISCO!

E’ un vero piacere (che dico, è un vero godimentoooooo!!) leggere tutti i commenti che arrivano da ogni parte, anche sul mio telefonino…
E’ Veroooooooo il Mondo che vorrei è bellissimo. Anzi di più………è proprio quello di cui
avevamo bisogno…adesso, in questo momento in questo periodo..in questa società ‘cosi nobile e cosi antica’.
Ogni vostro commento denota quanto il genio di Vasco sia riuscito ancora una volta a stupirvi, a coinvolgervi e a commuovervi in ogni sua canzone, in ogni parola, in ogni virgola (non avevamo dubbi). Sembrerà strano ma stavolta anche i critici pare abbiano capito…tutti all’unisono (meno uno, fegiz…ma lui ha qualche psichiatrico da risolvere con se stesso….). E quanti telegiornali, tutti ne hanno parlato contemporaneamente! E che dire dei negozi che hanno addirittura aperto la notte tra giovedì e venerdi!?!.. Un gran bel rumore che uno solo sa suscitare!
E quando arriva il suo cd risolve anche la crisi del disco…una bella boccata d’ossigeno per il mercato, come non se ne vedeva da anni e che sicuramente fa bene a tutti……belli e brutti.
Impressionanti le file e la corsa all’acquisto con l’esaurimento delle scorte nello spazio di poche ore. Il più scaricato su Itunes: non solo il singolo ma tutti i brani dell’album figurano nella classifica dei più scaricati e con una media di 10 volte superiore al trend normale………Che diciamo noi da anni? Di Vasco ce n’è UNO SOLOOOOOO e i suoi fan i più sensibili e intelligenti……

 

www.vascorossi.net 

12:23 Scritto da: albaetia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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